Gli Alberoidi sono alberi artificiali con foglie fotovoltaiche, pensati per produrre energia senza sottrarre suolo all’agricoltura: un’idea di agrivoltaico avanzato.
Una suggestione per le campagne del futuro
Immaginiamo una campagna in cui, accanto ai filari e ai prati, crescano alberi di un tipo nuovo. Non hanno frutti né linfa, ma foglie che raccolgono la luce del sole e la trasformano in elettricità. Li chiamiamo alberoidi.
Non sono un prodotto pronto all’uso: servono ancora ricerca e sperimentazione su materiali e tecniche. Sono un obiettivo di lungo periodo, alternativo, che potrebbe aiutarci a uscire dal corto circuito energetico in cui ci siamo trovati. Potremmo definirlo un progetto di agrivoltaico avanzato.
Imparare dalle piante, le regine del pianeta
La natura ha risolto da milioni di anni il problema di catturare la luce del sole. Nelle foglie la clorofilla assorbe l’energia solare e, con la fotosintesi clorofilliana, la trasforma in carboidrati: il cibo con cui l’albero vive e cresce.
L’alberoide si ispira a questo schema: dove l’albero produce carboidrati, l’alberoide produrrebbe energia elettrica. Le sue lamine fotovoltaiche verdi sarebbero dotate di recettori che chiamiamo, per analogia, “cloroplasti sintetici”.
L’ispirazione riguarda la forma e l’integrazione nel paesaggio.
Cosa esiste già
Gli alberi artificiali con lamelle o foglie fotovoltaiche, noti a livello internazionale come Solar Trees (alberi solari), sono una delle espressioni più interessanti del design sostenibile e dell’arredo urbano. Usano pali e bracci metallici come tronco e rami per orientare piccoli pannelli verso la luce.
Alcuni modelli sono già in commercio, altri sono ancora allo studio. La tecnologia migliora rapidamente e la fonte è praticamente inesauribile: il Sole brillerà per almeno altri 5 miliardi di anni.
- Alberi a energia solare: [ohga.it]
- L’albero solare E-Tree (2014): [futuranet.it]
- Alberi fotovoltaici, cosa sono e a cosa servono: [nuovenergiespa.it]
- SolarBotanic Trees: [infobuildenergia.it]
Com’è fatto un alberoide
Ogni alberoide avrebbe un tronco, rami elastici che si flettono come quelli naturali e una chioma sintetica alta, fatta di lamine fotovoltaiche. 
- Tronco e rami: una struttura portante marrone, con rami elastici e germogli che completano la lettura di un albero vero.
- Chioma sintetica: lamine fotovoltaiche verdi montate sui rami come foglie, che si muovono con la struttura elastica.
- Chioma alta: le lamine sono sollevate abbastanza da lasciare libero il suolo, che resta coltivabile o pascolabile.
- Fasce frangivento: sui quattro lati dell’appezzamento, sponde alte di arbusti e alberi proteggono gli alberoidi dal vento, riducono le sollecitazioni sulle strutture elastiche e aumentano la biodiversità.
I colori dei materiali dovranno essere scelti per integrare l’impianto nel contesto rurale: marrone per tronchi e germogli, verde per le lamine. Sotto la chioma si possono coltivare colture oppure lasciare prati da pascolo per le greggi, che mantengono il prato senza interventi meccanici.
Perché vale la pena sognarlo
Un alberoide unirebbe nello stesso appezzamento energia, agricoltura o pastorizia e verde. Darebbe all’energia solare un volto familiare, quello dell’albero, e porterebbe nel paesaggio agrario un’idea di biomimesi: la forma e la funzione della foglia che diventano progetto tecnico e paesaggistico.
Senza la rigidità geometrica dei campi fotovoltaici e agrivoltaici tradizionali, e senza sottrarre suolo all’agricoltura, l’energia rinnovabile potrebbe entrare nel paesaggio rurale invece di imporvisi.
I costi, la resa per metro quadro e la durata di strutture mobili e flessibili restano da verificare rispetto agli impianti convenzionali.
Dal sogno all’obiettivo
Per trasformare il sogno in un obiettivo concreto servirà il lavoro di ingegneri, agronomi e paesaggisti. Le domande da cui partire:
- Quanta parte dell’efficienza della foglia si può riprodurre con recettori e materiali artificiali?
- Come rispondono al vento e alla fatica i rami elastici?
- Come orientare e inclinare le lamine, e quanta ombra lasciano a colture e pascolo?
- Quali distanze tra gli alberoidi e quale larghezza per le fasce frangivento?
- Come gestire manutenzione, connessione alla rete e autorizzazioni?
Un impianto di alberoidi: un agrivoltaico evoluto ispirato agli alberi.
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